V.I.Pens
Nicky Wells
  
Ilenia Trifiletti
  
Ester Struzzola
  
Lara Luppi
  
Antonella Aprea

From(m) me to you ; )

From(m) me to you ; )

Premessa…

Vorrei che gli articoli di questa serie – identificata dalla medesima copertina “virale”- fossero vissuti più come “spunti” che come prodotti belli e pronti.

Se è vero che nel male c’è sempre del bene, nell’attuale panico da Virus voglio scorgere una porta: quella del concetto di contagio, e puntare al suo senso più ineluttabile sperando che dal campo medico, il salto a quello culturale non sia poi così arduo 😉

La creatività è contagiosa, diffondiamola – Albert Einstein

Ma andiamo a noi!

Mai sostituirsi a precise figure di riferimento soprattutto “specialistiche”, ma prendersi la responsabilità delle proprie azioni si!

Ecco qui che con questa premessa ho messo a posto il contesto sociale e posso procedere col sodo della questione: noi siamo ciò che siamo e che facciamo, ma in molti casi lasciamo che sia il “ciò che gli atri pensano di noi” a connotarci. ERRORE che paghiamo sempre molto caro anche se più o meno consapevolmente.

Essendo io un’esponente della prima parrocchia (“noi siamo ciò che siamo e che facciamo”) in un mondo che per lo più sembra adepto della seconda, in primis non posso che essere affascinata da chi  mi fornisce spiegazioni logiche a questo comportamento e in secondo luogo, nell’atto creativo, non potevo esimermi dal lasciar che un po’ di Erich si impadronisse delle mie dita!

Si, perché la socialità è fondamentale, praticamente in ogni ambito della vita e la moda non si salva! Neanche quella firmata NCPOP… e meno male! Non deve farlo, anzi! Creare aggregazione culturale ed estetica intorno a un prodotto che rappresenti qualcosa di più di un oggetto-moda è esattamente il nostro fine. Si tratta di concetti. Di messaggi. La moda non è l’arte in se ma il colore con cui la stessa viene fatta e poi condivisa.

Erich Fromm, psicologo, sociologo, filosofo, psicoanalista ed accademico tedesco.

Uno dei principali esponenti di quell’indirizzo “culturalista” che riuniva i freudiani revisionisti, protesi a sottolineare l’influenza dei fattori sociali nella formazione della personalità umana.

Fromm distingue tra istinti e pulsioni: i primi, di origine filogenetica, sono bisogni primari ancestralmente legati al mondo animale e creano comportamenti rigidi e fissati organicamente (bisogni fisiologici come sessualità, fame, sete, etc.), le seconde, invece, sono frutto dell’evoluzione ontogenetica dell’uomo e riguardano principalmente la sfera del desiderio e dei bisogni secondari di tipo psichico e spirituale, nonché la naturale tendenza ad aggregarsi per dare vita a delle comunità. Fromm identifica i seguenti otto bisogni psicologici basilari:

  • relazione;
  • trascendenza;
  • radicamento;
  • identità;
  • orientamento;
  • stimolo;
  • unità;
  • realizzazione.

Ed è proprio su questi 8 bisogni che le borse NC trascendono se stesse e si dichiarano panacea perfetta per un globale appagamento.

Delirio di onnipotenza? Ahahah! No ragazzi, molto più banale di quanto possa sembrare: si tratta di mezzi e di persone. Io non leggo molto, ma indosso molto. L’indossare è il mio veicolo e su questo costruisco la comunicazione di me stessa… e la mia “me stessa” è, cavolo, complessa: c’è troppo da dire, troppo da non dire… per questo ho bisogno che ogni mio accessorio parli o semplicemente ammicchi… contenitore e specchio perfetto per la mia persona.

Per Fromm, la personalità è l’insieme delle qualità psichiche ereditarie ed acquisite dell’individuo che ne definiscono prima il temperamento, quindi il carattere attraverso un processo evolutivo di adattamento quale compromesso tra i bisogni interni e le richieste esterne. Il carattere dell’uomo è quindi inteso come il modo in cui l’individuo usa la propria energia psichica in funzione delle proprie esigenze individuali in un dato contesto sociale ed ambientale.

Il processo di formazione ha due principali dimensioni:

  • quella sociale;
  • quella individuale.

L’uomo instaura poi relazioni positive con il mondo attraverso:

  • l’assimilazione (acquisizione dell’ambiente);
  • la socializzazione (tensione verso l’altro).

La socializzazione può essere tuttavia turbata dalla comparsa di almeno uno di quattro ben precisi atteggiamenti che Fromm identifica nel masochismo, nel sadismo, nella distruttività e nel conformismo.

E quindi ecco perché Warhol dice “Le masse vogliono apparire anticonformiste, così questo significa che l’anticonformismo deve essere prodotto per le masse”… perché in realtà il conformismo fa parte della natura umana e negarlo non è lungimirante! Assecondarne una versione positiva invece è costruttivo e sano! Ovvio, questo è il mio pensiero… e far diventare il buono e il bello anticonformista è la mission del mio brand!

Il rapporto con il mondo diviene produttivo mediante il giusto ed equilibrato connubio fra ragione e amore.

E dopo questo… come si può non amare quest’uomo? Citarlo e promuoverne la conoscenza?

Non si può… quindi buon approfondimento!

Yours Nicky

(https://it.wikipedia.org/wiki/Erich_Fromm#/media/File:Orientamenti_del_carattere_secondo_Erich_Fromm.jpg)

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