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D&D – (Donne & Diete)

D&D – (Donne & Diete)

 

 

Nessuno immune

Quante di noi non sono state almeno una volta a dieta?

Dall’adolescenza, con il primo ciclo ed il bipolarismo arriva anche questa irrefrenabile voglia di raggiungere un obiettivo.

Quasi con affanno.

Anche chi dichiara “a me che me frega”, mente.

L’ossessione della perfezione porta spesso a non far vivere a pieno il momento presente perché la proiezione verso il domani, il futuro e come si deve apparire, fanno da protagonisti.

 

Se a tutto questo aggiungiamo le #goodvibes che i social ed i media ci impongono, otteniamo un cocktail che può rivelarsi pericoloso.

In nord Europa si registrano numerosi casi di depressione, ragazze che sui social si dimostrano contente, entusiaste e divulgano una felicità fittizia.

 

Spesso sono tenute sotto controllo dal personale di Facebook stesso, tramite specializzati in psicologia che individuano atteggiamenti tipici e messaggi velati che possono nascondere depressione ed istinto suicida.

Perché è velatamente vietato manifestare che, magari, quel giorno abbiamo i coglioni girati? Che siamo ingrassate qualche chilo? E che non va bene un cazzo di niente?

Ma questo, è un altro tema e ne parleremo in seguito.
Torniamo alle diete.

Chetogenica, dissociata, proteica, iperproteica, low carbs, no carbs ed addirittura, la

nuova frontiera del digiuno ad intervalli.
Ci sono due momenti in particolare nei quali la tematica si impossessa di noi, della

nostra razionalità ed i sensi di colpa diventano fortissimi: dopo le feste ed in vista dell’estate, meglio conosciuta come Prova Costume.

Inoltre, programmi come “Vite al limite” non fanno che inculcare nella testa soprattutto dei più piccoli e/o deboli concetti malati e fuori da ogni logica.

Il bombardamento mediatico è impostato su fisicità che stabiliscono la nuova idea di bellezza e perfezione, esaltando la chirurgia plastica come alleata in caso di allarme rosso.

Dall’altra parte abbiamo, invece, l’ondata che osanna le curvy. Ma molto spesso è un’amara scusa per consolarsi da problemi di obesità seri che possono anche intaccare la salute. Ed è bene dire una volta per tutte che curvy non è grasso. Curvy non è obesità. E che i notevole sovrappeso può portare a seri problemi di salute, tralasciando l’aspetto estetico, del quale stiamo parlando.

Allora credo che sia bene fermarsi un attimo dalla corsa contro le kcal e ragionare con la nostra testa.

Davvero non riusciamo ad essere indipendenti nel pensiero?

Con lucidità si deve sempre seguire uno stile di vita sano, equilibrato e con un pò di sport.

Perché tutto, in dosi esagerate, fa male. E non se ne può fare una malattia.

Probabilmente scrivo queste righe anche e soprattutto per me stessa, che con lo shape del mio corpo sono in netta contrapposizione a quello che il mondo moderno impone come stereotipo di bellezza.

Perché è successo questo va forse ricollegato anche alla moda.

Che dalla taglia 42 di campionario è passata lentamente ad imporre la 38, inviando un messaggio malsano di bellezza.

Ma quella non è affatto un’estetica da seguire, ne ho viste tante di ragazze che hanno perseguito quell’immagine e non c’è mai un lieto fine, soprattutto per la salute e le conseguenze che si manifestano nel tempo.

Ma dove sono finite le bellezze quelle vere? Quelle naturali?
Ricordiamo che Marilyn Monroe aveva la cellulite ed una taglia 46.

Sophia Loren non era nemmeno depilata e tutt’oggi è considerata sex symbol nella storia del cinema.

Da uomini e donne.

Dunque, ragazze, godiamoci la vita con i suoi alti e bassi. Se state male, ditelo, manifestatelo e chiedete aiuto, non nascondetevi dietro Instagram scrivendo hashtag forzatamente #happy e se aveteun obiettivo perseguitelo con ambizione purché sia sano e non diventi una malattia.

Perché la vita è una ed ognuna di noi, grazie ai propri difetti è unica ed imitabile.

Happy Healthy Day ,

Miss Yaya

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