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DONNE DA LEGGENDA – Virus, corsi e ricorsi storici, donne, numeri e riflessioni.

DONNE DA LEGGENDA – Virus, corsi e ricorsi storici, donne, numeri e riflessioni.

16 marzo 2020.

Sembra di vivere nel Medioevo. Tempi difficili quelli che stiamo affrontndo. Una pandemia che ha costretto in quarantena milioni di persone, facendo chiudere imprese, aziende, uffici, tutti i centri di cultura e i circoli sportivi.

In questo scenario, due papi dividono il seggio pontificio per le dimissioni avvenute il 13 marzo di qualche anno fa di Papa Ratzinger. Una poltrona per due. Non succedeva dai tempi di Celestino V (1209 -1296) e del “grande rifiuto” – come scrisse Dante Alighieri nella Divina Commedia. “Ieri” abbiamo visto un Papa pregare per la fine della pestilenza nella Chiesa di San Marcello, dove si trova il Crocifisso che nel 1522 venne portato in processione per i quartieri della città affinché finisse la Grande Peste a Roma.

… Corsi e ricorsi storici, se così vogliamo definirli, come se la storia si ripetesse ad intervalli ciclici, proprio come sostenuto da molti filosofi neoplatonici del 1500 tra cui Giovanni Battista Vico. Manca l’introduzione del tribunale dell’Inquisizione contro eretici e streghe e una crociata santa e il quadro sarebbe completo! O forse no…?

In seguito al flagello della peste abbattutasi su Firenze nel 1348, Boccaccio racconta che sette ragazze e tre ragazzi si ritirarono in campagna per quattordici giorni, isolandosi in una villa dove trascorrere il tempo dividendosi tra faccende domestiche (cura dell’orto, pulizie, etc) e racconti di novelle: le famose 100 novelle del Decameron. Seguendo l’etimologia greca, Decameron significa dieci giorni, ma in realtà furono quattordici, poiché il venerdì e il sabato da aggiungere al computo erano esclusivamente dedicati alla penitenza.

Quattordici giorni, due settimane: esattamente come quelle che per ora ci sono state imposte, sperando che la cosa si possa risolvere prima possibile.

Ora parliamo di numeri…

Sia Dante che Boccaccio erano legati al numero 100. Anche la Divina Commedia si compone in tutto di 100 canti (divisi in 3 cantiche).

Canto 33 il Purgatorio e il Paradiso. 33 come gli anni di Cristo, simbolo solare…

e l’Inferno, canto 34, che presenta anche un prologo di cui ogni studente o persona di cultura media conosce a memoria i primi versi.

Numeri che si ripetono con vigore in molti ambiti della storia, della natura e dell’universo: come il ciclo di 33 anni che vede allinearsi il ciclo lunare e il ciclo solare.

Questo avviene perché il ciclo lunare è più breve di 11 giorni rispetto a quello solare, quindi 33 anni solari equivalgono a 34 anni lunari, momento in cui il ciclo della luna, del sole e della terra si trovano di nuovo in corrispondenza.

E ancora…

100 canti, 100 novelle come i 100 anni della visione di Papa Leone XIII, come la profezia di Anna Caterina Emmerich, come i 100 anni dall’ultima grande pandemia, “la spagnola” che ha falciato la vita a milioni e milioni di persone, prima pandemia di H1N1. Una pandemia devastante che, solo nei primi mesi, provocò la morte di 25 milioni di persone. Solo un posto risultò del tutto immune all’infezione: l’isola di Marajò, vicino al Brasile (sud America). Poi, inspiegabilmente, tra il novembre e il dicembre del 1920, d’un tratto il virus scomparve in tutto il mondo.

…Perché le donne?

Boccaccio fu uno dei primi a raccogliere le biografie di donne illustri, privilegio fino ad allora riservato, solo a soggetti maschili. Boccaccio scrisse di essersi ispirato al “De Viris Illustribus” di Francesco Petrarca. Prima di lui, Cornelio Nepote l’aveva fatto. Così tra il 1361 ed il 1362 da Boccaccio arriva il “De Claris Mulieribus” che pone nuovamente al centro di tutto la figura femminile, la donna, la donna cantata, protagonista nel Dolce Stil Novo, la donna che diventa angelo, messaggero del Divino, ponte tra l’umano e il divino.

Tra queste donne, Boccaccio racconta la vita di un personaggio  storico ancora controverso, la Papessa Giovanna, ma di lei parlerò nei prossimi giorni.

Per ora abbiamo molto su cui riflettere…

Lady T.

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